martedì 25 dicembre 2007

Piccolo Miracolo



E anche questa è fatta.
Si disse guardando l'ennesima battona in overdose stesa sul ciglio della strada. Era un brutto quartiere, la nebbia non permetteva di vedere quasi un cazzo di niente, e faceva così freddo che si udiva il riecheggiare di lontane bestemmie trainate da renne volanti. Ma Brian si sentiva allegro. Quella sera non era lì per andare a puttane. Ci era già andata tutta la sua vita, al posto suo. Ma lui si sentiva stranamente strano. Felice, forse? No.
Ma ottimista, quello si.
Era la fine di un ennesimo e gelido natale.
Gelido si, ma più ennesimo, che gelido.
Aveva ventotto anni, e in nessuno di questi aveva avuto un natale come si deve, tanto che s'era convinto che non esistesse, un natale come si deve. Meno che nei film, ovviamente. E così, un pò come se fosse stato il protagonista di un racconto scritto da se stesso, al termine dei festeggiamenti in famiglia aveva preso il cappotto, e se n'era andato per passeggiare da solo nella notte scura, assorto nei propri pensieri. Il cenone era stato come un'opera lirica del seicento: PESANTE.
E il camminare non poteva sconfiggere le salsicce ripiene di pancetta. KO tecnico.
Il cenone vince su tutta la linea, e il camminare non ce la fa neanche a chiedere la rivincita.. Ma Brian continua il suo lento passeggiare. Mani in tasca, sguardo nel vuoto. Ripensava all'ipocrisia. A piccoli dettagli evidenti, ma che paiono sfuggire sempre a tutti... tipo che a natale siamo tutti più buoni, ma trecentosessantaquattro giorni all'anno siamo dei figli di buona donna. O che a natale ci torna la voglia di stare tutti insieme, mentre il resto dell'anno non ci possiamo soffrire l'uno con l'altro. Ma sopratutto, rifletteva sul fatto che mentre il resto dell'anno questi cinici pensieri sarebbero stati del tutto approvati da se stesso, quella notte qualcosa non gli tornava. Si rendeva conto di quanto in realtà fosse un piccolo uomo malleabile come il pongo. E di quanto fosse un piccolo uomo. Un uomo che in quanto tale non poteva sopravvivere a pane e cinismo. Un uomo che in quanto tale aveva bisogno di un pò di marmellata di speranza. Anche se solo di uno strato sottile. E senza burro. Niente di logico lo induceva a sperare che qualcosa cambiasse in positivo. Eppure il suo cuore era là, a dirgli: cazzo, spera. Spera solo un pò. Forse era solo quell'aria portatrice di diabete, o forse era troppo stanco di dire no. Ma quella notte, per Brian avvenne un miracolo.

Non ci furono colpi di fulmine nè amori intensi.
Nessuno gli risolse i problemi finanziari, nè lo assunse con un regolare contratto.
Ma Brian, che aveva perso un sogno, trovò la forza di riprendere a soffrire. Di riprendere a sperare, desiderando la felicità.
Sognando il prossimo natale.

giovedì 20 dicembre 2007

Ink

"Pazzia, invidia, e vanità"


Mike ama l'odore dell'inchiostro emanato da un albo a fumetti appena acquistato.
Al suo naso, non è che sangue nero adatto a sgorgare fuori da vene marce.
C'è Mike che si laurea all'università del Kansas perchè lì è nato Superman, e poi c'è Mike che fa esplodere il cervello di Jeremy con una Casull calibro cinquanta.
Prima però, c'erano solo Mike e Jeremy. Fin da bambini. C'era Mike leggiadro come una scorreggia e Jeremy austero come un controllore dei treni.
C'era Mike cieco come Devil senza poteri e Jeremy acuto come Bullseye nel suo periodo migliore.
C'era Mike buono e molliccio come un budino e c'era Jeremy statuario come un Capitan America in granito. L'uno compensava l'altro. Jeremy era più grande, e proteggeva il più piccolo.

Una .50 funziona con munizioni magnum.
"Funziona..."

Detto così appare una cosa comune e professionale. Ma vuol dire solo che al momento della detonazione la pistola emetterà un proiettile dal diametro tondo di dodici e sette millimetri, dimensione che (ve lo assicuro) farà un buco di larga circonferenza nella testa del bersaglio e lo trapasserà da parte a parte. La forza di propulsione del proiettile sfonderà senza problemi la calotta cranica in entrata ed in uscita. Salvo rare eccezioni, che non ci interessano.
Quello che ci interessa è... Avanti, ditelo voi...

"Perchè Mike ha sparato a Jeremy?"

No. Domanda scontata. Il perchè non è il punto.. Il come, è di gran lunga più interessante.

Il punto è: come mai Mike ha usato una Casull? Chiunque si intenda di mercato di armi sa che la migliore calibro cinquanta del mondo è la israeliana Desert Eagle.
E Mike si intendeva, di armi. Anche troppo. Da quando aveva dodici anni si era appassionato ai fumetti d'azione. Agli eroi dei polizieschi. Ai detective dei vecchi film. E aveva iniziato ad appassionarsi alle meccaniche delle vere armi di distruzione di massa: quelle da fuoco.
Gas, armi chimiche, bombe. Cagate. I dati di statistica parlano chiaro, in guerra sono le pallottole a bruciare più vite. Ci sono più di 550 milioni di armi da fuoco in circolazione in tutto il mondo. Questo significa che sul pianeta c’è un’arma da fuoco ogni 12 persone, uomo o donna, vecchio o bambino che sia. E il numero è continuamente in crescita. Questo per Mike è una buona cosa.
Finchè lui, giustiziere folle, non fa parte degli 11 rimasti disarmati.

Ad ogni modo... come mai Mike ha usato una Casull? Semplice.
Una Casull .50 è enorme. Pesantissima, interamente in acciaio brunito o smaltato, la canna arriva a raggiungere 11 inch e mezzo di lunghezza. Quanto sono 11 inch?
Cazzo, fidatevi. Ve lo assicuro, è così lunga da sembrare la pistola sacrosanta di un fumettone nazista con tutti i controcazzi. Ed è proprio questo, il punto. Fumetti. Ed una mente deviata.

C'è Mike che veste solo di nero perchè è il colore di Bat Man.
C'è Mike che passa ore ed ore ad annusare l'odore dell'inchiostro dei suoi albi nuovi, appena comprati. Mike non smetterebbe mai di leggere storie pulp in cui eroi massicci terminano schifosi e viscidi bastardi con suprema e giusta violenza, per poi scoparsi la bella di turno.
C'è Mike che crede di essere innamorato della desiderabile commessa trentacinquenne, che lo ritiene un pò strano, schizzato. Ma si ripete che quello sguardo di disgustata diffidenza è solo timidezza. Poi c'è Mike che per fare colpo si procura dei colpi. I magnum da dodici millimetri e dispari. E ovviamente, la pistola strafica degna di un fottuto e cazzutissimo eroe.
Infine c'è Mike che vede Jeremy insieme alla bella commessa.

L'uno compensava l'altro. Jeremy era più grande, e proteggeva il più piccolo.
Ma non nella testa di Mike. Nella testa di Mike c'è l'invidia.
Invidia-paranoia. Paranoia-paura. Paura-rabbia. Rabbia-vendetta.
La vendetta come tutti sanno porta al lato oscuro, ma nella testa di Mike c'è la confusa concezione della giustizia.
Però ha fatto un'errore, perchè una Casull .50 da mercato nero, per quanto figa, è fottutamente inaffidabile. La canna esplode con la detonazione del proiettile. Schegge di ferro trapassano gli spessi occhiali e vanno oltre. Jeremy non muore solo, e fine della storia.

E' solo inchiostro rosso, di cui Mike adora tanto l'odore.
Mike ama l'odore dell'inchiostro emanato da un albo a fumetti appena acquistato.
Al suo naso, non è che sangue nero adatto a sgorgare fuori da vene marce.

mercoledì 19 dicembre 2007

Bloggerland



Quanto mi stanno sui coglioni i blogger... Quanto? Parecchio. Una cosa stupida da scrivere per chi ha un blog. Forse. Perchè almeno il mio è di racconti. Con il mio blog mi costringo a scrivere minimo un racconto a settimana. Più che un blog è un esercizio. Ci sono altri blog che approvo, lo ammetto. Se uno ha un'attività interessante un blog è una valida alternativa ad un sito per tenere aggiornata l'organizzazione e rendere pubblici agli interessati gli ultimi fatti.
Stop.
Fine dei blog da me tollerati. Chi se frega dei fatti personali della gente? Io no. Ed infatti non ho bisogno di incazzarmi più di tanto, mi basta evitare di leggere roba simile.
Se sto qui a parlare (male) dei blog-rotocalco è quasi per cercare di darmi delle risposte.
Vi prego di darmele, (no, non è una proposta sconcia per le signorine) se avete un blog simile. Semplice e scontato esibizionismo? Vi sentite amici intimi di chiunque può connettersi alla rete? Cioè, non sono tanto scemo da non arrivare a capire che avete un circolo di frequentatori che sono vostri amici in carne e sangue, fuori dal mondo telematico. Ma se è così perchè non fate un giro di telefonate o vi vedete di persona, per raccontarvi tutti i beneamati cazzi vostri?
Io ho un sacco di amici ed ho una vita da raccontare, ma non è così difficile tenere informato il gruppo interessato senza avere un blog... Vengano esentati dal mio sclero tutti coloro che hanno un blog privato per un gruppo di persone. Non critico il metodo di comunicazione, ma l'utilizzo.
Ma per tutti gli altri, i restanti blogger che si aprono al mondo intero per raccontare la propria vita, morte e miracoli, sappiatelo, mi rivolgo a voi. Sentitevi offesi.

Almeno fino a quando uno di voi mi darà una spiegazione tanto buona da sradicare da me l'idea che siete una massa di egocentrici ragazzini talvolta schifosamente vittimisti ed ingenui.

Il giorno che ciò accadrà, io vi prometto solennemente che mi impegnerò per ritrovare dio, rinuncerò a voler scrivere, chiuderò questo blog, e mi chiuderò in un monastero dicendo per sempre addio alle donne.
(Quali donne? Aahaha... Buontemponi del cazzo.)

Da Napoli è tutto, bloggers. A voi la palla.

Sclero Breve:

"Inferno sulla dodicesima"


Ammazza che traffico. Qua finisce che a casa non ci torno più. Nel mondo, se resti bloccato nel traffico senti qualcuno smadonnare, magari quel qualcuno sei tu, ma poi finisce lì. A Napoli, se resti bloccato nel traffico la madonna bussa al citofono e chiede a tutti e quattrimilaseicento di fare meno casino, che inizia a restare offesa. A Napoli il traffico non è normale. E' liofilizzato.
Non che non rompa i coglioni da solo, ma è con la pioggia che inizia a scassare di brutto. Basta una goccia d'acqua. UNA. E da che c'era un amorevole e sopportabile frastuono di motori, inizi a sentire (per poco, poi ti raggiunge la sordità), un'abominevole equipe acustica di clacson, trombe bitonali e smadonnamenti tanto forti che un religioso non può proprio lamentarsi, se la pioggia inizia ad incalzare. Un inferno. Come il ciclo mestruale di una donna: stai tutto il tempo incazzato come una iena, avanzi di poco una volta ogni ventotto giorni, e se questo ritmo ritarda... cazzo, ti devi iniziare a preoccupare.

giovedì 13 dicembre 2007

Physique durol



Ti svegli in un dato momento che il mondo considera "tardi".
Del resto tu vuoi fare l'alternativo, quindi per te quel dato momento è "presto".
Ti svegli in una stanza che non è la tua con un silenzio che non è il tuo ed una testa che -cazzo- non è la tua.
Preoccupante. Perchè è casa tua.
Forse vuoi solo una scusa per restare a letto, ma non se ne parla.
Respiri un'aria rarefatta che -no- non è la tua. Ne sei sicuro. E se ne sei sicuro tu... No, no, mica sfotto... Sei sempre stato, un tipo sicuro. No?
C'è come il tanfo di un frigorifero che non viene pulito da mesi, e qualcosa dev'essere andato a male: tu.
Cadi giù a pezzi mentre ti tiri su, in piedi. Ce la fai? No. Ma vai avanti lo stesso.
Le tue vertebre ti chiedono pietà. Vogliono le ferie. Chiedono aiuto al sindacato del tuo organismo perchè sei un tiranno, e fanno tutti sciopero.
Ti trascini allo specchio. Sorridi solo perchè ti devi lavare i denti (è così da un pò, ormai).
Ti sistemi i capelli e te ne partono alcuni. Ciao ciao. Divertitevi. No.. no, io resto qua.
Devo andare in palestra.
Ti vesti di nero perchè sei convinto che possa aumentare un fascino inesistente, e perchè speri possa coprire i chili di troppo. Non che ti occorra davvero apparire migliore di quel che sei, comunque. E allora sbuffi, chi se ne fotte.

Passi la mattinata in questo mondo di ferro e gomma, abitato da anabolizzati e gnocche allucinanti. Passi per l'anabolizzato che ha perso anatomia, sanità mentale e controllo, ed ora sfoggia un fisico che urla 'ho un sacco di tempo da perdere'...
Ma le modelle scolpite in marmo e velluto che cazzo ci fanno ancora qui? Le assume la ditta per farti rodere?
Quale infinita e stupida crudeltà.
Comunque tu sei un tipo serio. Non vieni in questo strano universo per guardare, ma perchè una mente perfetta può stare solo in un corpo perfetto, e mentre ci ragioni su vuoi rinnegare la dottrina zen e bruciare Siddharta.
Che poi... se una mente perfetta sta solo in un corpo perfetto, perchè non riesci a capire che il tuo fisico sgraziato è l'ideale per la tua testa di cazzo? A volte sei imperdonabile.
Stamattina sei un pò stanco, quindi un paio di cose sul tuo programma d'allenamento le vorresti saltare. Poi le recupererai. Come no.
Un pò si vince, un pò si perde. E finisce che o non salti quasi niente, o che salti quasi tutto.
E' una roulette di coscienza e di noia, di volontà e di pigrizia. Tu tenti la fortuna: le palle girano, girano, girano e si fermano sul si o sul no, ma in ogni caso mentre girano ti si scassano.
E così a volte salti, a volte non salti. Oggi non salti, e così facendo inciampi sull'ostacolo e lasci parte del setto nasale sul tappetino di gomma. Tranquillo, sopporta i pesi che usano gli anabolizzati... figurati se si rovivano per una porzione di naso.
Ti sei fatto male anche oggi. Ma vedrai i risultati. Forse. Intanto, ti illudi. E ti rialzi.
Il perchè non lo sai.
Autoconservazione, questa tua ignoranza. Se lo sapessi, questo fottuto motivo, probabilmente non ti alzeresti manco per il cazzo. E allora meglio sbuffare. In questo sei bravo. Almeno.
Lo scrittore è cinico per natura. Forse. Tu sicuramente ci sei diventato, così -che questo "così" sia cinismo o meno- ma ti illudi di essere saggio, il che per definizione ti rende uno stronzo.

Turno finito. Ti cambi rapidamente, e ti crogioli al pensiero della doccia che ti aspetta a casa.
Uscendo non sorridi a nessuno perchè è stupido. Mica ti sono simpatici o cosa. Segui la logica, ma gli altri diranno che sei altezzoso. Che bastardi, che osano giudicare te. Tu, altezzoso? Ma andiamo. Che stronzata. Lasciali perdere...
E poi.. del resto tu dirai che sono una massa di patetici superficiali, quindi siete pari, no?
Lezione terminata. Oggi non hai saltato quasi niente. La prossima forse salterai quasi tutto. Ma non importa. Quello che conta è che i tuoi organi non abbiano ferie immeritate.
Tu arranchi. Non sei mai stato un grande capo d'azienda. Però vaffanculo, questi giorni che ti stanno facendo passare li detrai dallo stipendio. Cosa che li farà continuare a scioperare a lungo.

martedì 11 dicembre 2007

L'elefante in bilico



Il problema di iniziare a scrivere è iniziare, ma sopratutto il fatto che se non cominci a scrivere, poi non cominci più. E forse in certi casi bisogna non sapere cosa scrivere, e quindi scriverlo. Perdonami, Bonfa.

Ma a proposito di Massimo Bonfatti...
Volevo incontrarlo al Lucca Comics & Games, ma me lo sono perso a causa di una mancanza di fondi.. Napoli-Lucca con soggiorno è un viaggetto che richiede un bel pò di soldi da spendere. Comunque poco male, non avrei ancora potuto porgergli le mie scuse per la citazione strappata, nata solo ora. E poi in realtà non sono neanche un suo fan grandissimo, ho iniziato ad interessarmi dopo una sua storia ospite su Rat Man, ma ho apprezzato la sua ironia almeno quanto quella di Ortolani. Leonardo Ortolani, invece, lo seguo da parecchio tempo. E a differenza di molti ex fan scontenti che criticano il suo recente mutamento di stile, io continuo a sostenerlo e a ritenerlo un grandissimo autore. Con me è d’accordo anche Caparezza. Non che io e lui ne abbiamo mai discusso, ma ho trovato alcune interviste su internet, e pare che all'animale da palcoscenico (come è stato definito su Rat Man) piaccia l'evoluzione che Ortolani sta avendo come autore, da semplice comico a umorista introspettivo. Personalmente ascolto Caparezza solo occasionalmente, ma a leggere come la pensa devo ammettere che senza dubbio ha una bella testa. Non mi riferisco ai capelli. Proprio i capelli potrebbe cercare di acconciarli... Con me è d’accordo anche Leo Ortolani. Non che io e lui ne abbiamo mai discusso, ma ho trovato alcune interviste su internet, e...

Ah, se potessi incontrare Leo Ortolani! Gli chiederei... che ore sono?
Perdonami, Luttazzi.

Questa e' di Daniele Luttazzi, il comico. Ortolani una volta ha detto che di grandi comici di satira come Luttazzi ce ne sono pochi, in giro.
Luttazzi invece, con la battuta da me citata non era riferito a Leo, ma... Diciamo che l'ho rubata e poi rielaborata. Del resto possiamo dire che forse l'unica creazione di cui l'uomo è veramente capace non è che mera rielaborazione.
Perdonami, Fiume.

Maurizio Fiume, regista e sceneggiatore, metaforizzava spesso su cos'è un artista e su cosa rappresenta il suo creare, e se aveste seguito il discorso nel complesso riuscireste a capire che il suo messaggio non era poi tanto amaro. Anzi, a mio parere riflette la verità.
Certo, detto da Fiume sembra una gran cosa... detto da me invece sembra un pò una presa per il culo dato il contesto del mio aberrante quasi-racconto, in bilico tra copia e citazione, che avendo però l'equilibrio di un elefante su di un monopattino spalmato di burro rischia di sbilanciarsi e scivolare con tutto il suo peso dal lato a destra, quello della copia. Non che io abbia mai provato a spalmare di burro un monopattino per poi metterlo sotto un elefante in bilico per testare il suo equilibrio, ma lo immagino crollare. Questa per esempio potrebbe apparire un'immagine partorita in modo originale dalla mia mente, ma scommetto che nessuno di voi immagina senza sforzarsi un elefante che riesce a stare in equilibrio su di un monopattino spalmato di burro. E ciò mostra quanto i concetti stessi di creazione e di originalità siano labili.

Non che questo racconto mirasse a spiegare tale concetto, per la verità.
Diciamo che non sapevo cosa scrivere, e allora l'ho scritto.
Perdonami, Bonfa.