mercoledì 16 gennaio 2008

Com'è la Fine



Sapeva ogni cosa. Aveva pianificato tutto. Eppure non poteva fare a meno di essere curioso, perchè una cosa è sapere, un'altra è vivere. Così scese di casa con un sorriso beato e determinato, di chi si pone davanti una grande missione ed è sicuro di porter riuscire nell'intento, anche in caso di fallimento. Si agghindò per bene poichè era il più illustre tra gli illustri, e non voleva farsi riconoscere per evitare noie. E si diresse in ospedale, là dove passano gli ultimi momenti di vita i malati terminali. Camminò a lungo nei corridoi con uno sguardo compassionevole e triste, ed un sorriso di chi sa che l'inevitabile è indispensabile.
E poi la incontrò. Colei che cercava. Non le restava molto da passare in quel letto, e voleva restare sveglia per godersi la luce del sole fino all'ultimo. Tra le mani, tante vecchie foto. Ma intorno a lei, una piccola stanza vuota. Le si avvicinò in silenzio, per poi sfiorarle la fronte con la mano calda. Lei non sussultò. Lo riconobbe. Da tanto, lo aspettava in quel letto. E più volte aveva creduto di averlo perso, ma ora sapeva che se anche l'aveva perso, ora, nella fine, si erano ritrovati.
"Perchè sei venuto fin qui?" Gli chiese la donna.
"Volevo vedere da vicino com'è mentre avviene." Rispose.
Lei sorrise.
"Credevo che sapessi fin troppo bene com'è."
Sorrise anche lui, di rimando.
"Un architetto progetta molte case, ma vive solo nella propria."
"Mh. Non so se riesco a capirti."
Una brezza leggera entrò dalla finestra aperta a sfiorare il viso della donna, ed un profumo di fiori freschi pervase la stanza cancellando l'odore stantio di naftalina e barbiturici

"Allora?" Riprese lui, tranquillo. "Com'è?"
"Non è ancora successo..." disse lei con un sorriso d'intesa, che si ha tra vecchi amici. "..quindi come faccio a saperlo?"
Lui restò un istante a pensarci. "Potresti provare a descrivermi cosa senti."
La donna continuò a sorridere tranquilla, ma inarcò un sopracciglio, perplessa. "Come fai a chiedermi cose del genere se tutto ciò che sta succedendo è avvenuto perchè l'hai voluto tu?"
Lui sospirò, quieto. "Io ho fatto ciò che dovevo. Amo incondizionatamente tutto ciò che ho fatto. Tuttavia, non sono capace di provare in prima persona le conseguenze delle mie decisioni."
La donna annuì sorridendo. "Quindi cerchi di riuscirci per.. cosa, senso di colpa?"
Lui allargò il sorriso con un velo d'imbarazzo. "Qualcosa del genere."
Ci fu un lungo attimo di silenzio. Poi la donna parlò di nuovo.
"Che vuoi che ti dica, vecchio mio? Sto bene, ora. Sono pronta, se stai tu qui con me. Ma immagino che tu debba chiedere in giro, perchè non credo che la mia risposta si adatti a chiunque. Dev'essere.. una cosa molto individuale.."
Lui annuì, con apprensione. "Immagino che tu abbia ragione."
Lei sospirò, felice e sorpresa. "Che situazione bizzarra. Ti credevo invincibile, senza dubbi nè debolezze. E invece eccoti qui, a ricercare l'unica cosa che, nonostante tutto, non puoi avere. Proprio come uno qualunque di noi."

Lui le prese la mano, sorridendo.
"Vi ho creati a mia immagine e somiglianza, dopo tutto."

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