giovedì 29 maggio 2008

Flop Interiore

Il deserto. Eravamo partiti con tante belle speranze e l'idea di tornare a casa. Finchè la duna in fondo a destra non è diventata il cesso di turno, e ci siamo resi conto di essere già a casa.
Una casa che però continuiamo ad esplorare con dedizione, in cerca di qualcosa.

Una vecchia leggenda vuole che Napoleone lungo i suoi viaggi abbia lasciato un tesoro nascosto. Io l'ho trovato, ed è l'intraprendenza. Non miro a governare una nazione, ma per il piccolo, sciocco eppure epico sogno che sto seguendo, gli insegnamenti di Napoleone andranno bene lo stesso. Del resto Napoleone disse "dal sublime al ridicolo c'è soltanto un passo."
Certo, si è avvicinato anche molto a Berlusconi, dicendo "in politica un'assurdità non è uno svantaggio." E' il motivo per il quale sospetto dei suoi probabili problemi con l'alcol.

Il deserto. Ho sentito che ha dato un pò di felicità anche al vecchio zio Ray, facendolo scorrazzare liberamente su di un auto di lusso. Con le sue caratteristiche non avrebbe potuto guidare in nessun altro posto: passi la cecità, ma il consumo costante di droghe pesanti non è la cosa più tollerabile del mondo, per un ausiliario del traffico. Ray Charles disse: "io sono nato con la musica dentro di me. E' l'unica spiegazione che conosco per quello che ho realizzato nella vita." E' il motivo per il quale sospetto dei suoi probabili problemi con l'alcol. Per lui guidare per la prima volta dev'essere stato un assolo di pianoforte di Rachmainoff. Così intenso da portarti vicino alla follia. E così che mi vivo questo sogno. E dio solo sa se riusciremo a realizzarlo.

Il deserto. Più passa il tempo e più ci adattiamo. La noia svanisce, la mente diventa vuota, smettiamo di guardare ed iniziamo ad osservare davvero. C'è qualcosa di mistico, in questo luogo. Non pensavo di trovarlo quando siamo partiti, in cerca di qualcosa che di spirituale credevo non avesse niente. Anche Yogananda ha passato diverso tempo a pregare in posti come questo. Una volta ha scritto: "con la pratica della meditazione scoprirete che avete un paradiso portatile nel vostro cuore." C'è della verità, in questo. Il deserto mi ha insegnato a meditare su me stesso. E mi ha fatto capire che a volte quello che cerchi non è sempre quello che vuoi.
Del resto Yogananda ha scritto anche: "i vostri due occhi fisici vi inducono erroneamente a pensare che questo mondo di dualità sia reale. Aprite il vostro occhio spirituale e vedete la vostra forma invisibile. Se, nel silenzio interiore, il vostro occhio spirituale è aperto, l'invisibile diviene visibile." E' il motivo per il quale sospetto dei suoi probabili problemi con l'alcol.

Che volete farci. Nessuno è perfetto. Cosa dovrei dire di me stesso, e di chi mi accompagna? Sono due anni che viviamo accampati nella discarica desertica di Alamogordo, nel New Mexico, in cerca della reliquia più stupida e infima che si possa cercare, per un gruppo di archeologi neo laureati. Finchè...BANG. Ecco la nostra bomba atomica. La prima copia in assoluto della cartuccia di "ET: il videogioco" della Atari. Il simbolo della crisi dei videogiochi dell'83. Il principale motivo di fallimento della Atari. Il flop dei flop, si, ma un flop da diventarci ricchi a palate. Ci sono milioni di cartucce dello stesso schifoso gioco, sotto questa sabbia. Ma solo la prima della serie vale svariati milioni di dollari. Ed ora è nostra. Fine della missione, happy end, titoli di coda con sottofondo rock e si torna casa.
Certo, però... che schifo. Per un attimo la mia mente si blocca a pensare. Uno si laurea in archeologia. Ok, non cerca una vita alla Indiana Jones, ma spera di fare qualcosa che abbia un valore. Ci crede. Finchè non viene coinvolto in un affare sporco e senza lode, dove sfruttare le sue conoscenze solo per fare della grana in nero sulle spalle di quei NERD collezionisti schizzati. E ci casca, ci casca di brutto. Anche se sente i suoi valori che scadono. Ma c'è di buono che ho imparato tante cose, nel deserto. Ho giocato sporco, ma sono anche cresciuto. Non sono uno di quei maestri del passato che su cento cose ne dice, ne spara solo una o due giuste. Tra me e loro c'è una profonda differenza, si.

In fondo a tutti piacciono i soldi. A Napoleone, a Ray Charles... magari anche a Yogananda. E poi, ragazzi, l'alcol ha il suo prezzo. Lo so. Ho anche io problemi con l'alcol.